Il PCT che non abbiamo.

Il PCT che non abbiamo.

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Il PCT sarebbe stato di gran lunga più efficiente se avesse fatto a meno proprio della PEC e di quei software che impropriamente sono chiamati “redattori di atti“. Sarebbe bastata una soluzione server side accessibile a livello nazionale per mezzo di un comunissimo browser web (es.: Firefox, Chrome o Safari – ok, anche Internet Explorer) e un dispositivo di firma digitale. Avete presente il PolisWeb? Ecco, qualcosa del genere ma con la possibilità di caricare direttamente i fascicoli telematici via browser. Il tutto avrebbe potuto funzionare molto più semplicemente e un esempio pratico contribuirà a chiarire quale occasione abbiamo perduto: supponiamo di dover iscrivere a ruolo un ricorso per un decreto ingiuntivo (classico esempio quando si spiega il PCT).

Il nostro sistema ideale avrebbe consentito di creare la famigerata busta telematica online attraverso una procedura guidata, consentendo la redazione automatica della nota d’iscrizione a ruolo e l’allegazione degli atti necessari alla formazione del fascicolo di parte. Preparata la busta, l’applicazione online avrebbe consentito la firma digitale degli atti nel fascicolo e avrebbe consentito l’invio immediato della busta. A questo punto il nostro sistema ipotetico potrebbe già essere definito migliore di quel che conosciamo oggi: il sistema ideale avrebbe fatto a meno dell’uso della PEC e si sarebbe affidato ad un sistema cloud collegato ad una VPN (Virtual Private Network) per la connessione di tutti gli uffici giudiziari. In questo modo avvocati, magistrati e cancellieri avrebbero avuto accesso ad un unico, efficiente, flessibile, sistema di cancelleria virtuale ove ciascuno avrebbe utilizzato caratteristiche diverse in funzione del ruolo rivestito e conosciuto dal sistema.

La nostra applicazione web ipotetica avrebbe provveduto a salvare in cloud la busta telematica appena creata e l’avrebbe messa a disposizione solo dell’avvocato richiedente, della cancelleria destinataria e del magistrato designato (ed eventualmente delle altre parti costituite nel giudizio). L’operazione di verifica tecnica del contenuto della busta l’avrebbe eseguita direttamente la nostra applicazione web subito dopo aver comandato l’invio; in caso di problemi alla busta, l’avvocato mittente verrebbe subito informato e invitato a porre rimedio secondo le indicazioni date dallo stesso applicativo. Al contrario, se la busta fosse preparata correttamente, dopo l’invio l’avvocato mittente riceverebbe una semplice comunicazione a schermo di avvenuta consegna del fascicolo telematico; la medesima pagina web, inoltre, farebbe partire automaticamente il download della ricevuta di consegna in PDF firmato digitalmente dal Ministero della Giustizia.

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