Pollicino 2.0

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Nel corso della settimana che volge al termine, il Garante per la protezione dei dati personali, Dott. Francesco Pizzetti, ha illustrato l’annuale relazione sull’attività dell’Authority nel corso dell’anno 2010 e non pochi sono stati gli spunti di riflessione, soprattutto alla luce della recente esplosione del fenomeno “smartphone”.

Il Garante, infatti, seppur solo con un accenno, ha trattato un tema di scottante attualità: il potenziale rischio per la privacy di chi possiede e usa uno smartphone (da intendersi come colui che lo smartphone lo “spreme” e non lo usa solo per telefonare e spedire SMS). Il boom di iPhone prima e l’esplosione del fenomeno Android dopo, hanno consentito ad una larga fetta di utenti di fare il cosiddetto “salto di qualità” con l’abbandono di terminali telefonici “comuni” in favore dei sofisticatissimi “telefoni intelligenti”, in grado di fare praticamente qualsiasi cosa attraverso un’innumerevole quantità di applicazioni scaricabili dai rispettivi “app store/market”.

Il telefono come lo conosciamo quasi non esiste più. I tempi in cui esso era solo ed esclusivamente un apparecchio per fare e ricevere telefonate oggi appaiono (di colpo) come la preistoria di questo settore; era solo il 1992 quando spesi la fortuna di L. 1.600.000 per portare a casa un Nokia Cityman 300 con contratto SIP (l’azienda di stato per la telefonia che, dopo la privatizzazione, è diventata Telecom Italia): le caratteristiche tecniche di quel telefono oggi fanno sorridere e – perché no? – anche commuoversi: schermo a matrice di led su due righe monocromatico, 5 suonerie monofoniche, 50 posizioni di memoria in rubrica (con nomi da abbreviare) e un solo numero per ciascun contatto, sistema ETACS, tastiera in gomma soggetta ad usura per sfregamento, doppia batteria (slim e normal) per garantire maggiore durata. Certo sono trascorsi quasi venti anni da allora, ma in questo arco di tempo la telefonia mobile ha visto e subìto una serie di piccole rivoluzioni, le quali ogni volta hanno provveduto a rendere obsoleto ciò che fino al mese precedente era lo stato dell’arte; così ci siamo ritrovati dapprima il GSM in luogo dell’ETACS, poi gli SMS, il GSM Dual-Band, gli MMS, lo sfortunato WAP, l’UMTS, le fotocamere/videocamere, Internet mobile, l’HSPA, il GPS, il Wi-Fi, il Bluetooth, il touch screen, i sensori di accelerazione e movimento, “Internet full experience”. Ciascuna rivoluzione ha portato con sé una radicale innovazione anche sotto il profilo hardware e, perciò, il telefono è diventato sempre più sottile, più robusto, più grande, più leggero, ha perso la tastiera e si è trasformato in un dispositivo sempre più simile ad un computer.

Uno smartphone odierno è capace di sostituire quasi del tutto diversi altri dispositivi, computer compresi, poiché oggi esso può scattare fotografie o riprendere video, caricarli via Internet su Facebook o spedirli via e-mail; può fungere da navigatore GPS per guidarci per le strade di una città sconosciuta e ci permette di leggere le notizie dei quotidiani al mattino appena svegli, e tanto altro ancora. La funzione telefonica è sempre più residuale perché è cambiato lo stesso modo di comunicare grazie agli SMS e ai messaggi (privati e non) su Facebook o su Twitter.

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